mercoledì, maggio 30, 2007

Tonino, l'Arcitaliano

«Il prossimo campionato di serie A sarà galattico. Ci sarà la Juventus, già promossa, e con ogni probabilità ci saranno anche Genoa e Napoli».
Le dichiarazioni del solito, ineffabile Tonino Matarrese non hanno bisogno di ulteriori commenti. Una gaffe che nasconde un lapsus freudiano. Calciopoli? Che cos'è? Non è successo nulla. Abbiamo scherzato. E non a caso l'inossidabile don Tonino da Bari è ancora sulla breccia. Quale esempio di italiano più tipico di lui, uomo per tutte le stagioni? L'uomo del niente paura, tutto si aggiusta, tutto si sistema. E Moggi pensate che sia sparito? non scherziamo. La sua longa manus è ancora dappertutto. Ne ha da fare di strada il mondo del calcio italiano. Quanti scandali ancora dovranno esplodere perchè non diciamo si estirpi, ma almeno si circoscriva il malcostume imperante? Viene da pensare: è davvero un peccato che uno sport che appassiona così tanto, e così tanti, sia rovinato dai suoi stessi protagonisti.

lunedì, maggio 28, 2007

... e quello che non ci piace.

Ultima giornata della serie A. Siena, stadio Franchi. La Lazio, dopo il pareggio su rigore (insperato?), lascia spazio agli attacchi dei padroni di casa, che in dieci minuti (dieci) vanno per ben tre volte vicinissimo al gol, fino a trovarlo con un colpo di testa dell’ex Paolo Negro. Reggio Calabria, stadio Granillo. Il Milan neo-campione d’Europa si presenta in campo morbido e remissivo, imbottito di seconde linee, e spiana la strada ai calabresi per una vittoria quanto mai agevole e mai in discussione. Parma, stadio Tardini. Dopo un quarto d’ora, l’Empoli rivelazione del torneo è già sotto di due reti, e per i crociati di Ranieri la partita diventa una formalità. E così a Bologna, quello fra Catania e Chievo diventa un vero e proprio spareggio. Che sancisce la prima retrocessione nella storia dei “mussi volanti”, venuti sei anni fa da un quartiere di Verona a stupire l’aristocrazia del calcio italiano. Un malcostume del calcio (italiano? Non solo crediamo). Estirparlo come? Forse i play-off potrebbero servire. Ma ancora di più servirebbe inculcare a questo Paese una cultura sportiva di cui si sente una tremenda, macroscopica mancanza.

Il calcio che ci piace...

Atene, stadio Olimpico. Si è appena conclusa la finale di Champions League. Gli sconfitti del Liverpool vanno a ritirare la medaglia di consolazione. A far loro strada, due ali di milanisti, i freschi vincitori. Strette di mano e pacche sulle spalle. L’onore che i vincitori riservano ai vinti. Il tutto in calce a un match esemplare per correttezza in campo e sugli spalti. Fair play sul terreno di gioco, compito facile per l’arbitro Fandel. I tifosi di entrambe le parti a incitare le loro squadre senza sosta. Applausi e onori al Liverpool dai propri sostenitori anche dopo la sconfitta. Quello che vorremmo sempre vedere, dopo ogni partita. E che invece purtroppo, quando capita, è un evento degno di nota.

Letture di sport / 8

Giorgio Tosatti, recentemente scomparso, è stato un grande giornalista sportivo. Magari non di quelli che scaldano i cuori, ma dall’indubbia professionalità. Ed è stato un ancor più grande direttore, grazie al rigore di chi non poteva esigere nient’altro che il massimo. Questo libro, pubblicato nel 2005, è una ricca raccolta di articoli, che offrono un excursus dello sport italiano dalla tragedia di Superga agli anni Ottanta . Un affresco che spazia dal calcio al pugilato, dal ciclismo all’atletica, e ancora sci e automobilismo, attraversando gli sport che più hanno appassionato l’Italia del dopoguerra. Particolarmente interessanti sono gli articoli che tratteggiano alcuni personaggi, penso ad esempio ai pugili (Benvenuti, Mazzinghi, Loi). Rimane l’impressione di un atmosfera generale, un po’ fredda, distaccata, e alcuni articoli sono forse troppo didascalici. Non un libro che coinvolge e si lascia divorare dalla prima all’ultima pagina, ma resta comunque un valido approdo per chi è interessato a ripercorrere le vicende dei personaggi che hanno fatto la storia dello sport italiano del XX secolo.
Giorgio Tosatti - Tu chiamale, se vuoi, emozioni – Mondadori, euro 16.

giovedì, maggio 10, 2007

Un'impresa tennistica e alcune considerazioni

E dopo il libro, visto che siamo in tema di tennis, la stretta attualità. Questa sera tennis alla ribalta in tutti i tg (evento di solito riservato soltanto alle eventuali vittorie azzurre in Davis o FedCup) per la strabiliante vittoria di Volandri che al Foro Italico ha nettamente sconfitto (6-2, 6-4) negli ottavi nientemeno che Sua Maestà Roger Federer, il numero uno del mondo, il talento baciato dal Dio del tennis. Anche tenendo conto del fatto che Federer sulla terra è un umano, e non un extraterrestre come sulle altre superfici, si tratta comunque di una grande impresa. Complimenti allora a Volandri, al di là di come andrà il prosieguo del torneo questa vittoria rimarrà per sempre. Ma viene spontanea riflettere sulla risibile visibilità mediatica che ha oggi il tennis in Italia. Ci vuole un exploit di questo genere perchè se ne parli. Purtroppo il fenomeno di "cannibalizzazione" del calcio nei confronti degli altri sport è sempre più marcato. E la totale assenza dello sport della racchetta dalle tv in chiaro certo non aiuta. Peccato, il dualismo Federer-Nadal è appassionante e potrebbe fare da volano a un incremento di interesse verso questo sport, soprattutto fra i giovani. E anche nel femminile ci sono parecchie tenniste di punta a darsi battaglia (oltre ad avere un non trascurabile appeal mediatico) e le emozioni, almeno nelle fasi conclusive dei tornei, non mancano. Insomma anche il tennis di oggi è appassionante e da seguire con interesse, peccato che sia d'obbligo la pay-tv.

500 anni di tennis... in edicola

In un blog che si occupa diffusamente di libri di sport, è doveroso segnalare una succosa novità: da oggi in edicola con Repubblica e L'Espresso è possibile acquistare "500 anni di tennis" di Gianni Clerici. Si tratta di una vera e propria pietra miliare dell'editoria sportiva. Una bibbia del tennis, tradotta in vari paesi, volume di grande formato e mole imponente, con un ricco apparato iconografico. Gianni Clerici è un personaggio poliedrico: ex tennista di alto livello, giornalista, telecronista, scrittore e poeta. Al grande pubblico è noto soprattutto per le memorabili telecronache in coppia con l'altro grande giornalista Rino Tommasi. Non ho ancora avuto modo di vedere se il libro mantiene lo stesso formato e foliazione di quello in vendita in libreria, ma la differenza di prezzo (19,90 € contro 70 €) rende d'obbligo andare a fare una capatina in edicola per valutare l'acquisto. Segnalo qui soltanto che in libreria è da poco uscita una nuova edizione con copertina arancione, non so se arricchita nei contenuti.

martedì, maggio 08, 2007

Letture di sport / 7

La ricostruzione cronologica dei mesi che sconvolsero il calcio italiano, dallo scoppio dello scandalo (maggio 2006) fino agli arbitrati del Coni e oltre, all'inizio del 2007. Il libro, di taglio prettamente giornalistico, si fa apprezzare per la precisione e la ricchezza di particolari, e per delineare chiaramente il ruolo dei vari personaggi coinvolti. Colpisce soprattutto la luce negativa in cui viene messa la figura di Petrucci, visto come il grande manovratore che tira le fila della Federcalcio, con azioni e trame spesso e volentieri contrarie alle dichiarazioni pubbliche rilasciate alla stampa. Da leggere senz'altro per chi vuole capirne di più sullo scandalo che ha scosso le fondamenta del calcio italiano. Questo libro ha un solo limite: visti gli ultimi sviluppi, con la cosiddetta "Calciopoli 2", necessiterebbe già di un aggiornamento. E chissà quando mai si potrà mettere la parola fine a questa vicenda.
B.Bartolozzi-M.Mensurati, "Calciopoli - Collasso e restaurazione di un sistema corrotto", Baldini Castoldi Dalai, € 17,00.

domenica, maggio 06, 2007

Due esultanze sincere

Bobo Vieri torna la gol dopo il calvario dell'infortunio che l'ha privato del Mondiale tedesco. E che gol! Gran sinistro in mezza girata da 38 m, che sorprende il portiere del Siena Manninger. Gol pesante, oltretutto: gol che regala la vittoria all'Atalanta. Bobo impazzisce di gioia, e si becca anche un'ammonizione per essersi tolto la maglia. Esultanza legittima peraltro, visto il significato che riveste per lui questa rete. Le immagini tv mostrano che una felicità pari a quella di Bobo è vissuta anche da Melissa Satta, la velina mora, presente in tribuna a Bergamo. Baci e abbracci con tutti i vicini di posto, Melissa non stava più nella pelle. Un'esultanza sincera anche la sua, così ci è sembrato. Il binomio calciatore-velina insomma, un vero classico dei nostri tempi, prosegue felicemente. E qualcuno già controlla il calendario delle prossime partite dell'Atalanta... se Bobo continua così, i posti in tribuna vicino a Melissa diventeranno sempre più ambiti.

Segnali da una coppa snobbata

Anche quest'anno, nessuna squadra italiana è giunta alle battute finali della coppa Uefa. Terra di conquista per le squadre spagnole, col Siviglia che addirittura, se supererà l'ultimo ostacolo nella sfida tutta iberica con l'Espanyol, ha la chance di conquistarela coppa per due stagioni di fila. Ci sembra un sintomo chiaro di un fatto: tolte le solite grandi, il campionato italiano "produce" squadre di seconda fascia inferiori a quelle di pari livello di Spagna, Germania, Inghilterra. Senza contare l'incredibile paradosso italiano, in cui ci si accapiglia per conquistare un piazzamento che dia diritto alla qualifica alla coppa Uefa, salvo poi snobbarla clamorosamente quando vi si partecipa. Sentendola come un peso, e schierando sistematicamente le seconde linee. Con le conseguenti, inevitabili, brutte figure e precoci eliminazioni.

Un opportuno dietro-front

Per una volta è d'obbligo un plauso a Moratti. La società nerazzurra aveva avuto l'infelice idea di festeggiare la conquista del tricolore con una festa a pagamento in una serata all'interno allo stadio di San Siro, la "Notte Stellare", condita da spettacoli e partecipazione di artisti e vip di provata fede nerazzurra. Prezzi anche piuttosto salati. Ora, dopo la ribellione di molta parte del tifo organizzato, e il passa parola su internet, il dietro-front. La festa si farà, ma in coda all'ultima partita di campionato, il 27 maggio. Senza sovrapprezzi o biglietti d'ingresso aggiuntivi. Per chi aspettava l'agognato scudetto da ben 18 anni, la possibilità di festeggiare l'evento nel modo più naturale e opportuno. Come tante volte abbiamo criticato Moratti, questa volta è giusto riconoscergli di avere avuto il coraggio di tornare sui propri passi.