sabato, ottobre 28, 2006

Leggere di sport / 3


Questa godibile raccolta di racconti, scritti da autori diversi ma accomunati tutti dalla grande passione per il Taranto calcio, sta conoscendo una certa diffusione anche fuori dalla città dei Due Mari grazie ai numerosi esponenti della diaspora tarantina in giro per l'Italia.
Taranto è la più grande città italiana per numero di abitanti a non avere mai avuto il piacere di vedere la propria squadra di calcio disputare il campionato di serie A. L'impresa venne sfiorata una volta sola, nella mitica stagione 1977-78, in cui trascinati dai gol di Erasmo Iacovone, il bomber di Capracotta, i rossoblù viaggiavano in piena zona promozione alle spalle del solo Ascoli-schiacciasassi di Carletto Mazzone. Poi, un brutto giorno di febbraio del 1978 il povero Erasmo viene travolto da un'automobile che viaggiava a fari spenti nella notte mentre attraversava la strada alla periferia cittadina. Le lacrime di una città intera piansero a un tempo una giovane vita assurdamente spezzata e il sogno della serie A che andava in frantumi. Da lì in poi solo vicissitudini specchio del marcio che invade il calcio italiano, fra ripetuti fallimenti, illeciti sportivi e altre disavventure.
Pallafatù è un affresco vivace e divertente della passione della tifoseria tarantina e delle sue sofferenze, fra sentimenti forti ed eccessi, il tutto condito da una pennellata di provincialismo in cui è facile riconoscersi nell'Italia dei cento, mille campanili.
Pallafatù - il calcio visto da Taranto, € 10,00, Teseo Editore, 2006.
(si ringrazia l'amico The Zik, assiduo lettore del blog, per la segnalazione)

Buio sull'Arena


Stagione 1984-85: il Verona di Osvaldo Bagnoli conquista uno storico scudetto, mettendosi alle spalle tutte le grandi del calcio italiano. Trascinati da Elkjaer, Briegel, Fanna, Di Gennaro, Garella, i gialloblù vincono con merito un campionato forse irripetibile, proprio nell'(unico) anno sorteggio arbitrale integrale.

Diciassette anni dopo, nel campionato 2001-02 è il Chievo del presidente Campedelli, squadra di quartiere affacciatasi per la prima volta alla ribalta della serie A, a compiere un'impresa esaltante: capolista nella prima parte del campionato, squadra miracolo, termina con uno strepitoso quinto posto che nell'era della pay-tv, della Champions League e conseguente aumento del divario fra grandi e provinciali vale quasi quanto lo scudetto dei cugini di quasi vent'anni prima.

Ora gli splendori calcistici nella bella città di Giulietta paiono lontani anni-luce.
L'Hellas non si è più ripreso dall'incredibile retrocessione in B avvenuta proprio nell'anno del Chievo-miracolo (dalla zona Uefa la squadra, guidata da Malesani, precipitò incredibilmente in B a causa di un disastroso finale di stagione). La scorsa estate la squadra è stata smantellata, e la telenovela della cessione della società da parte del contestatissimo presidente Pastorello si è conclusa positivamente ma a mercato ormai chiuso. Ficcadenti, che pure gode della stima di tutto l'ambiente, è costretto a cavare il sangue dalle rape, ovvero da un organico inadeguato, e la squadra naviga inevitabilmente nei bassifondi della B. Solo robusti innesti a gennaio sembrano poter dare qualche chances di salvezza.
Il Chievo sta invece disputando finora la peggior stagione di A della sua storia, ultimo posto virtuale (ha alle spalle solo le penalizzate), problemi di gioco e di condizione fisica, Pillon gia esonerato dopo poche giornate. Qui le cause stanno con ogni probabilità nella preparazione anticipata per disputare i preliminari di Champions con il Levski ad agosto. Finiti purtroppo male così come il primo turno di Uefa, il tutto condito dalla (peraltro prevista) cessione di Amauri al Palermo. Ora sta al Delneri di ritorno cercare di ritrovare la rotta, l'ossatura della squadra è la stessa che tanto bene aveva fatto lo scorso anno, e risalire la classifica non dovrebbe essere impossibile visto il livellamento verso il basso del campionato.
Insomma una stagione apertasi all'insegna della sofferenza per le due veronesi, basterà dare il cento per cento da parte di tutti per raddrizzarla?

giovedì, ottobre 26, 2006

Letture di sport / 2


Maggio 1996, serie C1: al termine di una stagione esaltante conclusasi con la vittoria ai play-off, il piccolo Castel di Sangro viene promosso in serie B.
Un miracolo per una squadra che rappresenta un paese di 5000 abitanti nell'appennino abruzzese. Un minuscolo Davide affronterà un campionato che vede ai nastri di partenza città capoluogo con squadre blasonate come Torino, Genoa, Bari, Venezia, Padova.
McGinniss, scrittore americano appassionato di pallone, decide di seguire la matricola abruzzese passo dopo passo, giorno dopo giorno, in questa straordinaria avventura.
Racconta così la cronaca della stagione 1996/97, popolata di personaggi ed episodi memorabili, dipingendo un affresco emblematico del calcio di provincia,
compresi gli aspetti più sgradevoli e scomodi quali partite combinate, dirigenti tutt'altro che limpidi, tragedie e scandali d'ogni tipo.
Un libro che si legge tutto d'un fiato, avvincente e coinvolgente come un romanzo d'avventura. Da ripescare per chi a suo tempo se lo fosse perso.
Joe McGinniss, "IL MIRACOLO DI CASTEL DI SANGRO", Pagg. 460 – € 19,63 Kaos edizioni.
Per una recensione più approfondita consultare Indiscreto.it.

Letture di sport / 1


Dopo le vicende di Calciopoli, è quanto mai d'attualità un volume uscito poco più di un anno fa dalla brillante di Paolo Ziliani, giornalista Mediaset noto per la rubrica di "Pagelle" a Controcampo che porta il suo nome.
In questo libro Ziliani racconta con dovizia di particolari la storia di una combine finita male, risalente al lontano 1983.
A Marassi si affrontavano Genoa e Inter, con i Grifoni impegnati nella lotta salvezza e i nerazzurri che navigavano in un quarto posto che lasciava loro speranze di scudetto solo pleonastiche(la lotta per qualificarsi alla Champions League all'epoca ovviamente non esisteva).
Il 2-2 che metteva tutti d'accordo, e che avrebbe permesso ad alcuni giocatori laute vincite al Totonero, venne violato, a cinque minuti dalla fine appunto, da Salvatore Bagni, mediano nerazzurro.
Anzichè festeggiato, Bagni fu snobbato dai compagni, e insultato dagli avversari. Ziliani ricostruisce magistralmente ciò che accadde in campo e nelle redazioni dei giornali (in particolare del quotidiano dove lavorava, "Il Giorno", che decise di andare fino in fondo alla vicenda) e la successiva inchiesta federale dell'Ufficio Indagini che finì a tarallucci e vino.
Un'utile promemoria per ricordare che il marcio nel calcio non inizia e non finisce con Moggi e i furbetti del palloncino.
Paolo Ziliani, "Non si fanno queste cose a cinque minuti dalla fine!", ed. Limina (2005).
Per una recensione più approfondita si può consultare Indiscreto.it.

domenica, ottobre 22, 2006

Torna la sudditanza psicologica?


Sette partite, sei vittorie. Pareggio nell'esordio a Rimini, poi un percorso netto che ne certifica il ruolo di superpotenza della B. Buffon superlativo. Nedved, Del Piero e Trezeguet decisivi anche in serie cadetta.
Però, insieme alle tante luci, affiora ora qualche ombra. Le solite.
Prima il rinvio in concomitanza con le nazionali, con relativa norma "ad squadram" messa nero su bianco dalla Lega di Matarrese.
Poi Treviso e Trieste, le ultime due trasferte. Due 1-0 firmati Cristiano Zanetti, il mediano voluto da Capello prima del terremoto estivo. Ma anche polemiche e proteste degli avversari.
Lunedi' nel posticipo al "Tenni", dubbi sull'arbitraggio di Farina. Ieri al "Rocco" il gol annullato inspiegabilmente alla Triestina.
Insomma Moggi non c'è più, ma quella perfirasi sinistra, "sudditanza psicologica", è tornata sulla bocca di tutti. E l'operazione-simpatia lanciata dalla nuova dirigenza rischia già di arenarsi. Un'occhio di riguardo come risarcimento "morale" per aver inflitto l'onta della retrocessione? Può essere. Ma le altre società non ci stanno: più forti sì ma sul campo, non con gli aiutini. Fermarsi finchè si è ancora in tempo sarebbe meglio. Per tutti.

martedì, ottobre 17, 2006

Sfatare il tabù Bologna



Buon inizio di campionato per il Mantova.
I ragazzi di Di Carlo proseguono sullo scia dello scorso anno e stazionano nella parte alta della classifica.
Solidità difensiva ma anche discreta verve in attacco.
Il vantaggio di avere cambiato poco e di giocare a memoria a inizio stagione si sta facendo sentire.
Agevolati anche, va detto, da un calendario finora agevole, su sei avversarie di alta classifica solo il Lecce.
Anche se in B le partite facili non esistono (luogo comune, ma è così).
Sabato arriva il Bologna, squadra di rango e di sostanza, anche se finora ha alternato luci e ombre.
Dalle statistiche, la bestia nera dei biancorossi (nella memoria di tutti le sconfitte nel 93-94 e l'anno scorso).
L'attesa sta salendo, cUrva Te già esaurita. Buon segno, la tifoseria crede in un'altra grande stagione.

lunedì, ottobre 16, 2006

Finalmente il Toro... e Cioffi!

Ieri, finalmente, prima, sospirata vittoria in campionato del Toro targato Zaccheroni.
E contemporaneamente, forse non per caso, esordio in serie A di Gabriele Cioffi.
Oltre ogni rosea previsione: quasi tutti i giornali e i siti internet danno allo stopperone la palma di migliore in campo.
Un’iniezione di sicurezza alla traballante difesa granata. E pericoloso anche nelle incursioni in avanti, proprio come nella scorsa straordinaria stagione a Mantova.
Ma c’è di più: Cioffi ha giocato oltre metà partita con lo zigomo fratturato, causa scontro di gioco.
Corsi e ricorsi storici: ricomincia da dove aveva interrotto, vedi gomitata di Doudou nella finale play-off dell’anno scorso (proprio col Toro…).
E spirito battagliero, da combattente vero, come nella tradizione granata.
Peccato per lo stop forzato proprio ora, ma il ghiaccio è rotto, la strada è aperta: continua così.

Un'iniezione di fiducia


Finalmente, con Ucraina e Georgia, le prime vittorie della Nazionale da quando Donadoni è commissario tecnico.
Difficile, difficilissimo subentrare sulla panchina di una squadra campione del mondo.
Reggere il confronto col predecessore, dare motivazioni a un gruppo di giocatori che ha appena conquistato il massimo traguardo possibile.
E in più con gli strascichi della bufera-calciopoli e l'uscita di scena dei propri mentori (Guido Rossi e Albertini).
Donadoni ci prova, vedremo come andrà a finire. Intanto i successi con le due nazionali dell'ex-impero sovietico costituiscono un'iniezione di fiducia.
La strada per la qualificazione è lunga e difficile ma l'Italia è pienamente in gioco. E per chiudere un 2006 comunque trionfale può bastare anche così.