mercoledì, febbraio 27, 2008

Mantova flop / Gli infortuni

Una delle giustificazioni accampate da mister Tesser dopo l’esonero è stata quella degli infortuni. E’ vero: quest’anno, infermeria del Martelli regolarmente piena. Una vera ecatombe, su cui è difficile trovare delle cause al di là della sfortuna. Gravissimo l’infortunio di Grauso. Pesantissimo quello di Noselli, appena rientrato dopo quattro mesi e mezzo. Fiore vittima di problemi ripetuti e ricorrenti: per il fantasista calabrese vanno messe in preventivo a inizio di ogni stagione un certo numero di partite saltate per guai fisici. Un discorso analogo vale per il Di Cesare promosso quest’anno a titolare da Tesser. Passoni che per infortunio ha saltato la preparazione estiva in ritiro. per Tano Caridi anche lui quest’anno tormentato da piccoli ma frequenti guai. Sacchetti ultimamente acciaccato. E poi tante altre defezioni occasionali che non vale la pena elencare. Il tutto ha fatto sì che quasi mai Tesser abbia potuto schierare gli stessi undici, dovendo regolarmente operare delle scelte forzate. E su questo tasto il tecnico di Montebelluna ha insistito parecchio nelle interviste dell’immediato post-esonero. E’ tutto vero, e si tratta di un’attenuante che è doveroso concedergli. Tuttavia resta qualche perplessità di fondo su alcune scelte di mercato. Probabilmente i giocatori acquistati, pur se sulla carta validissimi, non erano, in gran parte, quelli che avrebbe scelto Tesser. Ovvero, il mercato è stato fatto senza la partecipazione attiva del tecnico, messo di fronte al fatto compiuto di giocatori scelti da altri. Diversi da quelli che lui aveva indicato. Due possibili esempi ci vengono in mente. Una seconda punta rapida e guizzante che si integrasse alla perfezione con le caratteristiche di Godeas. E un difensore centrale veloce, in grado di adattarsi con facilità alla difesa alta prediletta dagli schemi dell’ex allenatore biancorosso. Anche questa non può essere assolutamente una giustificazione, ma la aggiungiamo alla lista delle attenuanti. Perché l’analisi delle cause del flop è un puzzle, composto da tante tessere, piccole e grandi.

martedì, febbraio 26, 2008

Mantova flop / Il rendimento dei nuovi

Non si può non cominciare l'analisi dal deludente rendimento dei nuovi acquisti. Il sontuoso mercato estivo, ricco di gran nomi, si è rivelato alla prova dei fatti assai sopravvalutato. Fiore: ciliegina sulla torta arrivato a fine agosto, è stato falcidiato dagli infortuni e condizionato dalla labirinitite. Ha mostrato il suo vero valore solo per due o tre partite, senza comunque prendere mai per mano la squadra. Leader mancato, e non quel trascinatore che ci si attendeva. Corona: doveva essere il valore aggiunto in attacco, ha brillato solo nel filotto delle cinque vittorie e poco più. Tecnicamente assai dotato, ma lento, macchinoso e talvolta troppo egoista. Male assortita, per caratteristiche intrinseche, la coppia d'attaco con Godeas. Passoni: da un regista titolare in A nel Livorno ci si aspettava che prendesse per mano il centrocampo. Invece non si è mai inserito nel modulo di Tesser, mostrando limiti invalicabili nella velocità di esecuzione. Esasperante in certe partite il suo rallentare il gioco. La delusione più grande. Balestri: tra i meno peggio dei nuovi, ma non ha mai convinto appieno. Ha alternato buone prestazioni ad altre insufficienti. Non sempre puntuale in fase difensiva, e solo di rado efficace in quella propositiva. Calori: impiegato come rincalzo, dopo alcuni sprazzi nel girone di andata che lasciavano ben intravedere buone attitudini di corsa e di spinta, il crollo nei match casalinghi con Vicenza e Bari. Gli svarioni dell'ex pisano gettano pesanti ombre sulle sue qualità, soprattutto nella fase difensiva. Pegolo: doveva blindare la porta biancorossa, in realtà ha fatto il suo ma senza mai brillare particolarmente, e senza mai dare impressione di eccessiva sicurezza, nè quella qualitò sopra la media della B che gli si chiedeva. Brivio non avrebbe fatto peggio. Handanovic: titolare in pectore per tutto il ritiro estivo, accantonato dopo la prima giornata, caratterizzata peraltro per lui da una prestazione piuttosto incerta. Ingiudicabile. Amodio e Do Prado: arrivati da troppo poco per dare un giudizio. Certo non sembrano gli acquisti che fanno fare il salto di qualità (per informazioni vedere il mercato del Brescia). In conclusione: un mercato di nomi altisonanti dal passato importante, ma in declino e sopravvalutati? O piuttosto colpa degli schemi di Tesser inadatti a farli esprimere al meglio? O non si è riusciti ad amalgamare i nuovi col gruppo storico? Forse il prosieguo della stagione ci aiuterà a dipanare la matassa, o forse il dilemma rimarrà tale. Cioè senza risposta.
Foto: fonte www.acmantova.it

Anatomia di un fallimento

Mancano 15 giornate al termine del campionato di serie B, e il Mantova ha 13 punti di distacco dall'ultimo posto utile per i play-off e 16 dalla promozione diretta. Un abisso, se si considera che al termine del mercato estivo, la squadra costruita da patron Lori e dal diesse Magalini era partita coi favori del pronostico, indicata come una delle pretendenti più accreditate per i primi due posti. Addirittura in pole position assoluta secondo il più diffuso quotidiano sportivo nazionale. Capace di conseguenza di suscitare l'entusiasmo dei tifosi, che hanno risposto con il record degli oltre 6000 abbonamenti. Oggi, di quelle ambizioni e di quei sogni restano solo macerie. Il cambio di guida tecnica è l'ultimo disperato tentativo di dare una scossa, ma è chiaro che le speranze di riacciuffare per i capelli i play-off sono oggettivamente ridotte al lumicino. Un'analisi delle cause che hanno portato a risultati così deludenti e al conseguente esonero di mister Tesser non è semplice, in quanto la squadra biancorossa sta vivendo una stagione talmente contrassegnata dagli alti e bassi da risultare quasi indecifrabile. Una stagione sull'ottovolante, come l'ha più volte definita capitan Notari. Ci proviamo per sommi capi nei post successivi, senza la pretesa di sciogliere il rebus, ma mettendo sul piatto le impressioni accumulate in questi sei travagliati, soffertissimi mesi di campionato.
Foto: fonte www.rai.televideo.it

lunedì, febbraio 25, 2008

Un divorzio amaro

Si è chiuso di domenica mattina all'ora di colazione, un po' a sorpresa ma non troppo, il tormentato rapporto fra il Mantova e mister Attilio Tesser. Un esonero fra le polemiche, tra dichiarazioni contrastanti, qualche sassolino che l'ormai ex tecnico biancorosso si è subito tolto dalle scarpe, i pareri non unanimi anche da parte della critica. Ci sarà modo nei prossimi giorni di analizzare in maniera approfondita tanto le prospettiva per l'immediato futuro, quanto le cause del fallimento. Di un fallimento tecnico infatti si tratta, perchè il rapporto fra le attese derivate dal sontuoso mercato estivo e la posizione di classifica dei biancorossi a girone di ritorno ormai inoltrato è disarmante. Per adesso consentiteci di esprimere un rammarico per quello che poteva essere e non è stato. Per quel matrimonio fra una società piena di entusiasmo e di ambizioni, e un allenatore serio, preparato e con tante idee, che sulla carta prometteva di durare a lungo e con reciproche gioie e soddisfazioni. Matrimonio che invece è finito così, anzitempo, in una giornata di nebbia padana, metafora perfetta dell'incapacità di dare un'interpretazione univoca a quest'indecifrabile, amara, deludente stagione del Mantova.
Foto: fonte www.acmantova.it