E’ Azzurro il Pallone d’Oro
E' ormai pressochè ufficiale, Fabio Cannavaro ha vinto il Pallone d’Oro, il prestigioso premio assegnato dai giurati selezionati dal periodico France Football. Secondo per un’incollatura il connazionale Gigi Buffon, delineando un trionfo per l’Italia (Paese che mai ha avuto un grande feeling con questo premio).
Il riconoscimento è probabilmente doveroso nell’anno del Mondiale azzurro, e conferma la tendenza degli ultimi anni. Già, perché da un po’ di tempo spesso e volentieri il premio è assegnato pescando nella squadra (nazionale o di club) che ha trionfato nella competizione più importante dell’anno.
Sia chiaro il premio è ineccepibile e meritato, visti il Mondiale disputato a livelli stratosferici dal capitano azzurro.

E poi di campionissimi, va detto, ne nascono sempre meno.
Tra l’altro il Pallone d’Oro a un difensore (e la piazza d’onore a un portiere!) è in controtendenza rispetto agli orientamenti delle Federazioni internazionali, Fifa in primis. Blatter e i suoi sodali da anni stanno infatti compiendo un’opera altamente diseducativa, soprattutto verso i più giovani che si avvicinano a questo sport per la prima volta, portando avanti senza esitazioni l’equazione tanti gol = spettacolo = bella partita. Falso, come ben sanno i veri appassionati. Ma le modifiche regolamentari degli ultimi anni sono andate tutte nella direzione di penalizzare sempre più i portieri e i difensori. Chissà che il Pallone d’Oro di quest’anno non possa contribuire a far capire a Blatter che uno 0-0 può essere a volte più bello di un 3-3.
Il riconoscimento è probabilmente doveroso nell’anno del Mondiale azzurro, e conferma la tendenza degli ultimi anni. Già, perché da un po’ di tempo spesso e volentieri il premio è assegnato pescando nella squadra (nazionale o di club) che ha trionfato nella competizione più importante dell’anno.
Sia chiaro il premio è ineccepibile e meritato, visti il Mondiale disputato a livelli stratosferici dal capitano azzurro.

E poi di campionissimi, va detto, ne nascono sempre meno.
Tra l’altro il Pallone d’Oro a un difensore (e la piazza d’onore a un portiere!) è in controtendenza rispetto agli orientamenti delle Federazioni internazionali, Fifa in primis. Blatter e i suoi sodali da anni stanno infatti compiendo un’opera altamente diseducativa, soprattutto verso i più giovani che si avvicinano a questo sport per la prima volta, portando avanti senza esitazioni l’equazione tanti gol = spettacolo = bella partita. Falso, come ben sanno i veri appassionati. Ma le modifiche regolamentari degli ultimi anni sono andate tutte nella direzione di penalizzare sempre più i portieri e i difensori. Chissà che il Pallone d’Oro di quest’anno non possa contribuire a far capire a Blatter che uno 0-0 può essere a volte più bello di un 3-3.



