lunedì, gennaio 26, 2009

Dieci buoni motivi per amare il calcio (a parte il tifo)

1. per l'attrazione infantile verso i colori delle maglie
2. per l'enorme fascino della geografia del calcio: le città, le rivalità, i derby
3. per le intense emozioni che solo la partita vista dal vivo allo stadio può dare
4. perchè altrimenti non esisterebbero le figurine Panini
5. per rimanere ipnotizzati leggendo gli albi d'oro
6. per l'abbacinante bellezza degli stemmi delle società
7. per gli aridi (ma solo per chi non li capisce) tabellini con risultati e classifiche
8. per le volte in cui nel calcio Davide sconfigge Golia
9. per gustarne la storia, e capire l'importanza del blasone e della tradizione
10. perchè "una squadra" e "undici giocatori" non sono la stessa cosa
10+1. perchè ti fa conoscere città e luoghi che altrimenti non avresti mai sentito nominare

Lo sci oscurato

Finalmente nello scorso weekend la Rai ha trasmesso in chiaro la Coppa del Mondo di sci. Quando dico "in chiaro" intendo in realtà sui canali analogici, RaiUno/RaiDue/Raitre. Purtroppo le ultime gare (Wengen e Maribor ad esempio) erano finite relegate su RaiSportPiù. Meglio, dirà qualcuno, più spazio a disposizione, senza TG, prove del cuoco, linee verdi o altre trasmissioni a basso valore aggiunto ad incombere, col rischio di interruzione della diretta sul più bello. Affatto, dice invece chi non ha la fortuna di possedere una parabola e un deecoder satellitare. Già, perchè ci ri riempie la bocca col digitale terrestre, ma per tante parti d'Italia il digitale terrestre è il classico progresso "all'italiana". Ovvero, ti prendi il decoder, ma tanti canali non li vedi perchè nella tua città il segnale non arriva. Tra questi, naturalmente, il famigerato bouquet del "Mux B" della Rai DT, comprendente appunto RaiEdu, RaiGulp, RaiNews24 e il tanto desiderato (da chi scrive) RaiSportPiù. Conclusione, il servizio pubblico (non chiamiamolo più così per favore) discrimina, come spesso accade in Italia, fra cittadini di serie A e di serie B. Sbandierando il DT come una mirabolante evoluzione tecnologica, e pubblicizzando come imminente il fantomatico passaggio totale dell'Italia al digitale, quando invece il gap da colmare è ancora molto ampio. E siccome al peggio non c'è mai fine, recentemente anche le frequenze di Sportitalia sono migrate dal Mux di Mediaset (quello col segnale più forte e diffuso ovunque: sarà un caso?) a quello di La7/TelecomItaliaMedia: risultato, ricezione scadente, segnale spesso insufficiente. Morale: a chi non ha la parabola, del grande sport in tv non restano più nemmeno le briciole.

lunedì, gennaio 19, 2009

Mai così in basso

Mai così in basso nei quattro anni di B. E' questa l'amara constatazione che domina su tutto al ritorno dalla infausta trasferta di Salerno. Una prestazione insufficiente nel suo complesso, priva di concretezza e mordente. E' vero, in alcuni momenti della partita il Mantova ha cercato di giocare, ha mostrato qualche trama. Ma dopo il clamoroso svarione di Handanovic era necessario un cambio di marcia. Altrimenti la rimonta non arriva, qualuque sia l'avversario che hai di fronte. Anche sul campo di quella che è sembrata essere la peggior rivale affrontata in questo girone d'andata. Ancora una volta, il Mantova ha mostrato limiti caratteriali. Subito lo 0-1 in quel modo ci voleva il fuoco sacro che scaturisce dalla voglia di raddrizzare una partita storta. Purtroppo della tensione, automatica in quelle situazioni, è emerso solo il lato negativo, quello dell'eccesso di nervosismo che ha portato alla ingiustificabile protesta di Locatelli e al doppio giallo a Caridi. C'era rigore netto, le immagini non lasciano dubbi, ma un calciatore dell'esperienza di Tomas non può lasciarsi andare a un simile scatto di nervi. Dalle conseguenze pesantissime, visto che oltre all'inferiorità numerica all'Arechi seguirà una robusta squalifica. Costacurta ha provato con tutte le alternative della panchina (anche se a un Corona così in gran spolvero non può esser preferito il Godeas abulico di questi tempi), ma adesso deve dare una sferzata all'ambiente, basta coi toni morbidi, serve cattiveria, serve un motivatore che sappia spronare gli uomini, prima che i giocatori, a tirar fuori l'orgoglio. Un primo passo lo sta facendo la società con il blocco degli stipendi e il ritiro prolungato, vedremo se servirà a qualcosa. Il caso Godeas è tuttora irrisolto, ancora non pervenuta la necessaria presa di posizione della società. Sul mercato di gennaio stiamo alla finestra, ma a parte il nuovo regista non sembrano esserci all'orizzonte movimenti di peso. Urge un cambio di mentalità, per fortuna qualche giocatore nelle dichiarazioni post-Salerno sembra averlo capito. La storia insegna che le squadre costruite per l'alta classifica, e che si ritrovano impantanate nella palude della zona retrocessione, fanno una fatica tremenda a calarsi nella parte di chi deve lottare col coltello fra i denti per giocarsi la sopravvivenza. E' un fatto prettamente psicologico, perchè tecnicamente i valori dei biancorossi sono superiori a molte delle formazioni cadette. Ma è necessario un approccio mentale alle partite radicalmente diverso, e non sarà facile adottarlo.
(foto: fonte www.gazzettadimantova.it)