lunedì, marzo 29, 2010

Momenti Mondiali / 1 - Divin Codino

1994: l'Italia è sotto per 1-0 contro la Nigeria negli ottavi del mondiale americano, e si recita già il de profundis... ma ecco che al minuto 88 (minuto 1:30 del video) Robibaggio, provvidenziale, fa scendere tutti dall'aereo... e anche Pizzul può tirare un sospiro di sollievo...

giovedì, febbraio 05, 2009

Mondiali di sci già appassionanti

Sono iniziati i mondiali di sci alpino in Vald'Isere. Gare emozionanti questi primi due SuperG, e di alto livello tecnico. Purtroppo non ho visto nulla ovviamente essendo al lavoro, guarderò quelle del weekend. Grande Lindsay Vonn, può far man bassa di medaglie elasciare il segno su questa rassegna iridata. Ha anche una grande immagine :-) che può fare da volano per rilanciare lo sci a livello mediatico (in realtà nei Paesi dove si segue lo sport seriamente non ce n'è bisogno, è solo qui nel Paese delle banane che si fanno questi discorsi... conta più un respiro di Mourinho o Ancelotti di una grande impresa della Vonn o di Nadal... va bè lasciamo perdere). Ha un po' deluso Nadia Fanchini ma è comunque una grande stagione per lei, e ha ancora cartucce da sparare in discesa. Stratosferica la gara di Cuche nel maschile, e grande prestazione della squadra italiana con l'argento di Peter Fill e l'eccellente quarto posto di Innerhofer. Per la velocità azzurra è davvero una grande stagione.

lunedì, gennaio 26, 2009

Dieci buoni motivi per amare il calcio (a parte il tifo)

1. per l'attrazione infantile verso i colori delle maglie
2. per l'enorme fascino della geografia del calcio: le città, le rivalità, i derby
3. per le intense emozioni che solo la partita vista dal vivo allo stadio può dare
4. perchè altrimenti non esisterebbero le figurine Panini
5. per rimanere ipnotizzati leggendo gli albi d'oro
6. per l'abbacinante bellezza degli stemmi delle società
7. per gli aridi (ma solo per chi non li capisce) tabellini con risultati e classifiche
8. per le volte in cui nel calcio Davide sconfigge Golia
9. per gustarne la storia, e capire l'importanza del blasone e della tradizione
10. perchè "una squadra" e "undici giocatori" non sono la stessa cosa
10+1. perchè ti fa conoscere città e luoghi che altrimenti non avresti mai sentito nominare

Lo sci oscurato

Finalmente nello scorso weekend la Rai ha trasmesso in chiaro la Coppa del Mondo di sci. Quando dico "in chiaro" intendo in realtà sui canali analogici, RaiUno/RaiDue/Raitre. Purtroppo le ultime gare (Wengen e Maribor ad esempio) erano finite relegate su RaiSportPiù. Meglio, dirà qualcuno, più spazio a disposizione, senza TG, prove del cuoco, linee verdi o altre trasmissioni a basso valore aggiunto ad incombere, col rischio di interruzione della diretta sul più bello. Affatto, dice invece chi non ha la fortuna di possedere una parabola e un deecoder satellitare. Già, perchè ci ri riempie la bocca col digitale terrestre, ma per tante parti d'Italia il digitale terrestre è il classico progresso "all'italiana". Ovvero, ti prendi il decoder, ma tanti canali non li vedi perchè nella tua città il segnale non arriva. Tra questi, naturalmente, il famigerato bouquet del "Mux B" della Rai DT, comprendente appunto RaiEdu, RaiGulp, RaiNews24 e il tanto desiderato (da chi scrive) RaiSportPiù. Conclusione, il servizio pubblico (non chiamiamolo più così per favore) discrimina, come spesso accade in Italia, fra cittadini di serie A e di serie B. Sbandierando il DT come una mirabolante evoluzione tecnologica, e pubblicizzando come imminente il fantomatico passaggio totale dell'Italia al digitale, quando invece il gap da colmare è ancora molto ampio. E siccome al peggio non c'è mai fine, recentemente anche le frequenze di Sportitalia sono migrate dal Mux di Mediaset (quello col segnale più forte e diffuso ovunque: sarà un caso?) a quello di La7/TelecomItaliaMedia: risultato, ricezione scadente, segnale spesso insufficiente. Morale: a chi non ha la parabola, del grande sport in tv non restano più nemmeno le briciole.

lunedì, gennaio 19, 2009

Mai così in basso

Mai così in basso nei quattro anni di B. E' questa l'amara constatazione che domina su tutto al ritorno dalla infausta trasferta di Salerno. Una prestazione insufficiente nel suo complesso, priva di concretezza e mordente. E' vero, in alcuni momenti della partita il Mantova ha cercato di giocare, ha mostrato qualche trama. Ma dopo il clamoroso svarione di Handanovic era necessario un cambio di marcia. Altrimenti la rimonta non arriva, qualuque sia l'avversario che hai di fronte. Anche sul campo di quella che è sembrata essere la peggior rivale affrontata in questo girone d'andata. Ancora una volta, il Mantova ha mostrato limiti caratteriali. Subito lo 0-1 in quel modo ci voleva il fuoco sacro che scaturisce dalla voglia di raddrizzare una partita storta. Purtroppo della tensione, automatica in quelle situazioni, è emerso solo il lato negativo, quello dell'eccesso di nervosismo che ha portato alla ingiustificabile protesta di Locatelli e al doppio giallo a Caridi. C'era rigore netto, le immagini non lasciano dubbi, ma un calciatore dell'esperienza di Tomas non può lasciarsi andare a un simile scatto di nervi. Dalle conseguenze pesantissime, visto che oltre all'inferiorità numerica all'Arechi seguirà una robusta squalifica. Costacurta ha provato con tutte le alternative della panchina (anche se a un Corona così in gran spolvero non può esser preferito il Godeas abulico di questi tempi), ma adesso deve dare una sferzata all'ambiente, basta coi toni morbidi, serve cattiveria, serve un motivatore che sappia spronare gli uomini, prima che i giocatori, a tirar fuori l'orgoglio. Un primo passo lo sta facendo la società con il blocco degli stipendi e il ritiro prolungato, vedremo se servirà a qualcosa. Il caso Godeas è tuttora irrisolto, ancora non pervenuta la necessaria presa di posizione della società. Sul mercato di gennaio stiamo alla finestra, ma a parte il nuovo regista non sembrano esserci all'orizzonte movimenti di peso. Urge un cambio di mentalità, per fortuna qualche giocatore nelle dichiarazioni post-Salerno sembra averlo capito. La storia insegna che le squadre costruite per l'alta classifica, e che si ritrovano impantanate nella palude della zona retrocessione, fanno una fatica tremenda a calarsi nella parte di chi deve lottare col coltello fra i denti per giocarsi la sopravvivenza. E' un fatto prettamente psicologico, perchè tecnicamente i valori dei biancorossi sono superiori a molte delle formazioni cadette. Ma è necessario un approccio mentale alle partite radicalmente diverso, e non sarà facile adottarlo.
(foto: fonte www.gazzettadimantova.it)

mercoledì, novembre 26, 2008

Il ritorno della Fiumana

Sulla "Stampa" di ieri e' apparso un articolo affascinante: . Un gruppo di esuli istriani, a Torino, sta cercando di far rinascere la Fiumana, gloriosa squadra giunta negli anni 30 alle soglie della promozione in serie A, e scomparsa nel 1943 in seguito ai tragici eventi della guerra. Articolo letto d'un fiato, ancora più bello nella versione cartacea del giornale che era corredata di grafica e foto (come lo stemma qui a fianco). E' l'ennesima dimostrazione di quanto lo sport sia inscindibile dalla società, dalla politica, dall'attualità e dalla Storia con la S maiuscola. Uno dei motivi che lo rendono così affascinante.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Arriva Costacurta, risolverà i problemi?

Un colpo di teatro del presidente Lori (che si è assunto la paternità della scelta), et voilà: il paventato cambio alla guida tecnica del Mantova si è materializzato. Tanti saluti a Brucato, e alle scelte fatte quest'estate. Dentro un esordiente (difficilmente il bilancio avrebbe potuto sopportare un allenatore"di peso" a libro paga), ma non uno qualsiasi.
Billy Costacurta è stato uno dei campioni più longevi del Milan dell'epoca d'oro, del quale ha attraversato tutte le epoche vincenti: da Sacchi a Capello, da Zaccheroni ad Ancelotti. L'elenco dei trofei vinti da protagonista lo rende un totem degli ultimi vent'anni di calcio italiano. A Mantova Costacurta porta innanzitutto i riflettori dei media, un'attenzione che nel dopo Di Carlo era venuta in parte a mancare. Porta il glamour e la notorietà che circondano lui e Martina Colombari. Porta l'entusiasmo di un campione che, alla prima esperienza da capo allenatore, cercherà di giocarsi fino in fondo tutte le sue chances per sfondare anche in panchina. Porta (verosimilmente) contatti privilegiati con l'ambiente rossonero, che potrebbero nelle prossime finestre di mercato portare in biancorosso qualche giocatore utile alla causa.
Un esonero implica, intrinsecamente, ammettere che si è sbagliato qualcosa. Errori commessi alla fine dello scorso torneo, quando non si è fatta chiarezza sulla strada da prendere (stagione di transizione o ambizioni di vertice? fiducia ai senatori o largo ai giovani?). Complice anche, questo è vero, la semi-paralisi del mercato dovuta alla mancanza di liquidità delle società di B.
Non sappiamo se il cambio Brucato-Costacurta possa risolvere i problemi che ha oggi il Mantova, o almeno la parte di essi legata alla sfera strettamente tecnica. Per adesso, è giusto dare tempo a Costacurta di capire dove è finito e di cercare di dare motivazioni e gioco a una squadra in piena crisi di identità.
Foto: fonte www.gazzettadimantova.it

mercoledì, febbraio 27, 2008

Mantova flop / Gli infortuni

Una delle giustificazioni accampate da mister Tesser dopo l’esonero è stata quella degli infortuni. E’ vero: quest’anno, infermeria del Martelli regolarmente piena. Una vera ecatombe, su cui è difficile trovare delle cause al di là della sfortuna. Gravissimo l’infortunio di Grauso. Pesantissimo quello di Noselli, appena rientrato dopo quattro mesi e mezzo. Fiore vittima di problemi ripetuti e ricorrenti: per il fantasista calabrese vanno messe in preventivo a inizio di ogni stagione un certo numero di partite saltate per guai fisici. Un discorso analogo vale per il Di Cesare promosso quest’anno a titolare da Tesser. Passoni che per infortunio ha saltato la preparazione estiva in ritiro. per Tano Caridi anche lui quest’anno tormentato da piccoli ma frequenti guai. Sacchetti ultimamente acciaccato. E poi tante altre defezioni occasionali che non vale la pena elencare. Il tutto ha fatto sì che quasi mai Tesser abbia potuto schierare gli stessi undici, dovendo regolarmente operare delle scelte forzate. E su questo tasto il tecnico di Montebelluna ha insistito parecchio nelle interviste dell’immediato post-esonero. E’ tutto vero, e si tratta di un’attenuante che è doveroso concedergli. Tuttavia resta qualche perplessità di fondo su alcune scelte di mercato. Probabilmente i giocatori acquistati, pur se sulla carta validissimi, non erano, in gran parte, quelli che avrebbe scelto Tesser. Ovvero, il mercato è stato fatto senza la partecipazione attiva del tecnico, messo di fronte al fatto compiuto di giocatori scelti da altri. Diversi da quelli che lui aveva indicato. Due possibili esempi ci vengono in mente. Una seconda punta rapida e guizzante che si integrasse alla perfezione con le caratteristiche di Godeas. E un difensore centrale veloce, in grado di adattarsi con facilità alla difesa alta prediletta dagli schemi dell’ex allenatore biancorosso. Anche questa non può essere assolutamente una giustificazione, ma la aggiungiamo alla lista delle attenuanti. Perché l’analisi delle cause del flop è un puzzle, composto da tante tessere, piccole e grandi.